diritti umani

Una passeggiata sotto le bombe

bologna riot

Il Corriere del 5 Ottobre titola in prima pagina “Grillo: «I rom sono bomba a tempo» Sul blog: «L'immigrazione dalla Romania crea problemi». Attacco a Prodi: «Nessun controllo sugli ingressi» Affondo del comico sulla sicurezza. Fan divisi: «Filippiche da leghista»”. Ora, la rappresentatività del caso non consiste nel Post in se, ma nel fatto che un giornale come La Repubblica (e a ruota, tutti gli altri principali quotidiani nazionali) lo consideri improvvisamente notiziabile solo perché tratta un tema “caldo” e che offre su un piatto d’argento l’ennesima, quotidiana “polemica” (polemica che, naturalmente, “scoppia” ) facilmente collocabile sull’asse ideologico destra contro sinistra. (O meglio: politiche sulla sicurezza di destra contro politiche sulla sicurezza di sinistra). L’aspetto più significativo di questa scelta editoriale è che il Blog di BeppeGrillo non è stato mai considerato come “fonte” giornalistica attendibile nonostante da anni sia il Blog più frequentato in assoluto in Italia con più di un milione di visitatori al mese e riceva circa 4000 commenti al giorno sui temi più svariati, dall’energia, alla politica, all’informazione, con testimonianze più che autorevoli dal mondo accademico, scientifico, dalle associazioni della società civile e da semplici cittadini che esprimono il loro parere motivandolo e argomentando in prima persona e rendendo pubbliche le fonti. Questo dimostra ancora una volta l’esistenza di una sorta di “universo parallelo” lontano dai mezzi di comunicazione di massa, che può interagire con essi solamente se i temi che tratta sono notiziabili in termini di “polemica” cioè di spettacolarizzazione e quindi di vendita. Si legge su Repubblica del 6 ottobre, sempre accanto all’immancabile commento di Grillo sui rom|it], una glaciale rassegna delle operazioni portate a termine con orgoglio dalla polizia, un resoconto numerico dal linguaggio tecnico che rinuncia completamente alla spiegazione relegando come di consueto le migrazioni (o meglio “il problema immigrazione”) al “campo semantico” della criminalità. Si arriva quasi alla schizofrenia quando si nominano i “clandestini” iracheni. Sfido io un iracheno ad andare magari a piedi, sotto una pioggia di bombe, nel consolato di Bagdad a chiedere un visto per l’Italia e il rinnovo del passaporto scaduto! Se in Italia un italiano ci mette 2 mesi, figuratevi in Iraq! Ma non c’era la guerra in Iraq? Non c’erano i soldati italiani a rischiare la vita laggiù? Sarà stata una svista! Una tipica svista del giornalismo CUT&PASTE!

Chi ROMpe paga. E i cocci sono i suoi..

beograd traffic 2 Gli scandali estivi sono un campo giornalistico tutto da studiare..i valori notizia cambiano in funzione delle vacanze e dell'umore degli italiani in vacanza. La morbosità dei temi ha le "attenuanti" dello scarso interesse del pubblico sotto l'ombrellone ed è giustificata perchè i quotidiani e tg devono competere con il gossip e i divertimenti all'aria aperta. E così. anche quest'estate abbiamo avuto la nostra buona dose di drammi e tragedie. Risolte e (molto più spesso) irrisolte. Una di sicuro è stata indimenticabile, ma putroppo non la ricorderanno in molti. La protagonista è una donna. Una nomade (o zingara, gitana, rom, rumena che dir si voglia.. ) sta camminando sulla spiaggia. Chiede l'elemosina (per suo figlio malato) infastidendo i bagnanti spensierati e turbando la loro serenità salmastra a scadenza rapida. Il destino ha voluto che un bambino che correva sulla sabbia andasse a sbatterle contro e che lei, istintivamente, si sia chinata tendendogli la mano per farlo rialzare. Apparentemente un gesto comune di gentilezza. Ma i bagnanti, abituati alle tragedie estive che, come hanno appreso dai giornali appoggiati accanto ai lettini, possono coglierti quando meno te lo aspetti, non la prendono bene. In pochi attimi una folla inferocita grida vendetta. In pochi attimi la donna si è trasformata in una trafficante di esseri umani. In un'ignobile rapitrice senza scrupoli. Voleva portarsi via il bambino. Costringerlo all'accattonaggio e alla prostituzione. Venderlo come merce, prendersi i soldi e lasciarlo morire di fame. Un'azione del genere non merita pietà. In questi casi, l'esasperazione fa compiere gesti estremi e la giustizia uno vuole farsela da solo. La folla si accanisce violentemente contro la donna senza risparmiarsi insulti, spintoni, calci, pugni e sputi.. La situazione precipita rapidamente e la signora rischia il linciaggio unanime. Se non fossero intervenute le forze dell'ordine forse sarebbe successo davvero. Un paio di giorni dopo arriva la scioccante smentita. La donna è stata fraintesa. L'accusatrice fa un passo indietro affermando davanti al giudice che non aveva elementi per crederla colpevole. che il suo gesto è stato mosso dal pregiudizio, dagli stereotipi e dai luoghi comuni. Secondo voi chi li paga i danni? beograd traffic

Discussione su Babelforums

E’ la stampa,baby!Parliamone…

fuga L’Italia è considerata da molti un paese “civile”, “democratico”, “aperto” e “tollerante” che molto più di altri rispetta i diritti umani, civili e politici…è proprio per questo che insieme a pochi paesi nel mondo ci arroghiamo il diritto (e addirittura il dovere) di riunirci in vertici ed alleanze -dai nomi altisonanti- per discutere e decidere sulle sorti del resto dell’umanità, per definirne e combatterne i problemi, per stimolare lo sviluppo economico.
Siamo i più fortunati e i più “sviluppati” e diamo assolutamente per scontato che tutti gli altri aspirino a raggiungere il nostro livello. A vivere come noi nel migliore dei mondi possibili. Con la complicità dell’inquinamento informativo abbiamo smesso ormai da tempo di riflettere su questa “candida”, presunta verità. E soprattutto sulle forti contraddizioni che ne derivano. Ad esempio: se è vero che siamo così civili e rispettosi come afferma la nostra Costituzione, allora come è possibile che non esista nel nostro paese una legge sul diritto d’asilo (sostituita provvisoriamente dalla cosiddetta Bossi-Fini)? Come possiamo giudicare il “livello di democrazia” degli altri paesi se respingiamo ogni giorno alla frontiera tutti quei “clandestini” o “disperati” che scappano - proprio per la scarsità di diritti che noi stessi vogliamo contrastare a casa loro con le bombe (…o con gli accordi internazionali)?
Quali sono le unità di misura della civiltà? Quali gli indici di democratizzazione e di libertà di un paese? Forse si tratta di una valutazione impossibile..e allora limitiamoci alla “percezione”. Da cosa si capisce che siamo più liberi e rispettosi dei diritti?gran casino Se la stragrande maggioranza dei media di informazione dedica la quasi totalità delle notizie riguardanti l’immigrazione a criminalità, emergenza e dramma, c’è da chiedersi su quali principi e valori basino il proprio lavoro e il proprio ruolo nei confronti dell’opinione pubblica. Dovremmo chiederlo noi cittadini. L’UNHCR lo ha già fatto esplicitamente con la proposta di una nuova deontologia
Probabilmente ci risponderebbero “teniamo famiglia”, “anche noi dobbiamo lavorare”, “c’è la crisi dei lettori”, “bisogna fare audience e attirare l’attenzione per vendere”, etc etc etc. E già…E’ la stampa, bellezza!Ma parliamoneorizonci

Migranti e paure

cinesi in vaticano Non sono indispensabili statistiche, studi e ricerche sui media per rendersi conto che, soprattutto negli ultimi anni, i migranti si sono trasformati nella principale minaccia delle nostre società "avanzate" (?!).....è una sensazione diffusa di sospetto, preoccupazione e indignazione che pervade la maggioranza della popolazione e si insinua anche in coloro che si sforzano di restare persone aperte, civili ed informate. Valori che diamo troppo spesso per scontati come il rispetto, la libertà e la solidarietà vengono rimessi quotidianamente in discussione da nuovi pregiudizi e stereotipi apparentemente più soft, ma molto più pericolosi e duraturi...Il segreto sta nelle parole. Innocenti, indiscutibili parole che condizionano impercettibilmente il nostro modo di pensare e le nostre azioni quotidiane. Anche con le migliori intenzioni con possiamo sottrarci a questi cambiamenti linguistici e all'affermazione di questi (innocui) significati: emergenza, clandestini, criminalità organizzata, immigrazione illegale, extracomunitari, degrado...sono termini legati l'uno all'altro senza soluzione di continuità. Ma di chi è la responsabilità? O almeno una parte di essa? Possiamo solo avanzare ipotesi, ma non possiamo negare che i significati veicolati dai mezzi di comunicazione di massa e dal'industria dell'informazione abbiano un'influenza sulla percezione della nostra realtà e dei suoi problemi. Su di noi. Su noi e loro. bologna riot 2 Questo Blog si occupa del difficile rapporto tra media e migranti, dell'immagine dei migranti nei mezzi di comunicazione di massa e dell'influenza che i significati da loro espressi possono avere sulla percezione dei problemi sociali e sulle loro possibili soluzioni. Cerca di mettere in luce le responsabilità dei giornalisti nella trattazione di temi delicati come le migrazioni e il diritto d'asilo in relazione al diritto ad essere informati che appartiene ad ogni cittadino. L'obiettivo del Blog è di raccogliere proposte e suggerimenti per una nuova carta di autoregolamentazione della professione giornalistica che sia in grado di tutelare minoranze come migranti, richiedenti asilo e rifugiati dagli "abusi linguistici" .. in una prospettiva deontologica e soprattutto etica.

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