Chi ROMpe paga. E i cocci sono i suoi..
Gli scandali estivi sono un campo giornalistico tutto da studiare..i valori notizia cambiano in funzione delle vacanze e dell'umore degli italiani in vacanza. La morbosità dei temi ha le "attenuanti" dello scarso interesse del pubblico sotto l'ombrellone ed è giustificata perchè i quotidiani e tg devono competere con il gossip e i divertimenti all'aria aperta. E così. anche quest'estate abbiamo avuto la nostra buona dose di drammi e tragedie. Risolte e (molto più spesso) irrisolte.
Una di sicuro è stata indimenticabile, ma putroppo non la ricorderanno in molti.
La protagonista è una donna. Una nomade (o zingara, gitana, rom, rumena che dir si voglia.. ) sta camminando sulla spiaggia. Chiede l'elemosina (per suo figlio malato) infastidendo i bagnanti spensierati e turbando la loro serenità salmastra a scadenza rapida. Il destino ha voluto che un bambino che correva sulla sabbia andasse a sbatterle contro e che lei, istintivamente, si sia chinata tendendogli la mano per farlo rialzare.
Apparentemente un gesto comune di gentilezza. Ma i bagnanti, abituati alle tragedie estive che, come hanno appreso dai giornali appoggiati accanto ai lettini, possono coglierti quando meno te lo aspetti, non la prendono bene. In pochi attimi una folla inferocita grida vendetta. In pochi attimi la donna si è trasformata in una trafficante di esseri umani. In un'ignobile rapitrice senza scrupoli. Voleva portarsi via il bambino. Costringerlo all'accattonaggio e alla prostituzione. Venderlo come merce, prendersi i soldi e lasciarlo morire di fame. Un'azione del genere non merita pietà. In questi casi, l'esasperazione fa compiere gesti estremi e la giustizia uno vuole farsela da solo. La folla si accanisce violentemente contro la donna senza risparmiarsi insulti, spintoni, calci, pugni e sputi.. La situazione precipita rapidamente e la signora rischia il linciaggio unanime. Se non fossero intervenute le forze dell'ordine forse sarebbe successo davvero. Un paio di giorni dopo arriva la scioccante smentita. La donna è stata fraintesa. L'accusatrice fa un passo indietro affermando davanti al giudice che non aveva elementi per crederla colpevole. che il suo gesto è stato mosso dal pregiudizio, dagli stereotipi e dai luoghi comuni. Secondo voi chi li paga i danni?

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Comments
Noia, la stessa noia che spinge pigri vacanzieri senza seri interessi ad appassionarsi a telenovele da giornalino da gossip pittosto che ha fatti di una certa rilevanza. Purtroppo con l'assoggettamento mediatico di questi ultimi anni il passo dall'immaginazione alla realtà è molto breve. Cadere in simili situazioni di fraintendimento collettivo sembra essere più alla portata di tutti che un caso isolato. Per quanto si voglia fare del nostro popolo, un popolo multi culturale siamo ancora troppo assoggettati allo "stereotipo della nonna", incapaci di giudicare con occhio obbiettivo un individuo provveniente da un contesto differente, differente il più delle volte in peggio. Ed è qui che sorge la mia indignazione.. Scrofe unte sui loro lettini ormai private di tutta la loro libido, funzionari statali frustrati che sbavano sulla figlia del vicino e maledicono l'ennesima coda per un panino "nomade" al sapore di cipolla bruciata... E' ormai chiaro in che contesto viviamo.... E' ormai chiaro il livello della nostra cultura.. bleah.. l'unica cosa che mi viene da dentro.....